L’EQUILIBRIO

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L’EQUILIBRIO:

Parte Prima

Che cos’è l’equilibrio? Innanzi tutto bisogna dire che esso è uno stato in cui non c’è nessun eccesso, nel bene o nel male. L’eccesso è qualcosa che ci porta al di fuori dello stato di benessere, perché in fondo troppo bene rende la vita noiosa, troppo male la rende insostenibile. Perciò, che cos’è l’equilibrio delle cose? E’ uno stato in cui ogni cosa è al giusto posto: la Terra sopravvive perché ha un suo equilibrio, l’uomo sopravvive perché ha un suo equilibrio. A parte il fatto che oramai abbiamo alterato questo equilibrio, e stiamo per soccombere a causa nostra, in sostanza è proprio questo che ci permetterebbe di sopravvivere.

Ma in tutto si può trovare un equilibrio: partendo dal termine fisico, esso è ciò che permette ad un oggetto di rimanere in piedi, o nella sua posizione di quiete. Il baricentro non fuoriesce dalla base di appoggio, l’oggetto è in equilibrio.
Oltre a ciò, per permettere ad un oggetto di esistere, esso deve stare tra due estremi di equilibrio, al dì là dei quali non esisterebbe. Gli atomi infatti si aggregano, reagiscono rispettando dei precisi legami e tentano sempre di equilibrarsi con le cariche di elettroni. E non solo: i pianeti ruotano intorno al sole rispettando un preciso arco ellittico perché sono equilibrati dalle forze gravitazionali di attrazione e repulsione. Non è tutto: l’occhio umano e l’orecchio umano, percepiscono solo alcuni tipi di radiazioni luminose e lunghezze d’onda sonore: anche qui, riusciamo a percepire tutto ciò che c’è nel mezzo dei due estremi fisici conosciuti. Ma si potrebbe obiettare in questo modo: e l’infinito? Non ha un limite, quindi non si trova nell’equilibrio, quindi è un’incongruenza. Ma chi dice che l’infinito esista? Noi non possiamo concepirlo se non come un nome e una definizione, che tra l’altro non fa nient’altro che ripetere la negazione della prima parola, ossia:”ciò che non ha fine, limiti”. L’universo? Chi dice che sia infinito? Anzi, questa ipotesi oramai è quasi esclusa del tutto. I numeri? Molti dicono che siano infiniti… Ma dopo aver riempito tutte le unità di memoria che l’uomo possa mai costruire su cui scrivere un numero dopo l’altro , si arriverà in ogni caso ad un fine, anche se estremamente grande. Perciò.. ritorna il discorso di prima: semplicemente, per alcuni enti non abbiamo ancora trovato un termine, una fine, e tendiamo a considerarli infiniti. Come anche le capacità della mente umana: la mente umana ha un limite fisico, la grandezza del cervello. Esaurite le capacità di calcolo di esso, si arriverà alla fine del pensiero umano, per quanto esso possa essere enormemente espanso.

Ma passiamo ad analizzare altrimenti: le persone. Che cose rende una persona buona? Il fatto che non faccia mai nulla contro gli altri. Ma questo la renderebbe noiosa oppure senza posizioni. Invece, una persona buona è una persona che fa ogni cosa prendendo le sue posizioni, anche contro gli altri, ma che fa tutto con il giusto rispetto verso gli altri esseri umani. Questo significa essere nell’equilibrio. Non eccedere, ne in un senso, ne nell’altro. Chi uccide i propri simili, perde l’equilibrio, e si macchia di orribili atti. Chi subisce ogni tipo di ingiuria perché non osa contraddire o andare verso i pensieri degli altri, spezza il suo equilibrio, perché diventa una larva.

La ricerca della felicità in fondo è una frenetica ricerca dell’equilibrio: ci sentiamo veramente bene quando ogni cosa va bene, ma abbiamo sempre il gusto di nuove sfide ogni giorno. Ed essendo nell’equilibrio le affrontiamo con vigore e forza.

Anche il pensiero di molti filosofi cade nell’eccesso dell’equilibrio, e sostanzialmente, credo sia questo il motivo per cui la filosofia in fondo non ha mai risolto i problemi, ma semplicemente ha sempre invitato la gente a pensare. Cartesio, Leibninz e Spinoza parlano di razionalismo.. secondo loro le idee sono innate, e non serve l’esperienza per inserire nell’uomo la capacità di comprendere il mondo, regolato geometricamente e quindi concepibile grazie all’innatismo della ragione.
Locke, Hume e Berkley invece parlano di empirismo: tutto ciò che concepiamo deriva dalla ragione e dai sensi. La mente dell’uomo è come una tabula rasa sulla quale vengono scritte le esperienze trasmesse alla mente stessa dai sensi. Il pensiero a cui mi avvicino di più è quasi sicuramente quello degli empiristi. Tuttavia però credo che anch’essi cadano fuori dall’equilibrio: infatti, sono portato a pensare che la verità si trovi in un misto delle filosofie delle due correnti. Senza dubbio ogni conoscenza dell’uomo deriva dall’esperienza, ma allo stesso tempo, senza dubbio l’uomo nasce con uno schema mentale che gli permette di concepire quasi immediatamente dopo la sua nascita che un “triangolo ha tre angoli e tre lati”. Questo schema mentale è dato dalla ragione, che non contiene contenuti innati (scusate il gioco di parole), ma semplicemente è lo schema mentale di cui parlavo precedentemente, lo schema che dona all’uomo la capacità di pensare seguendo ragionamenti logici. Lo schema mentale della ragione è dato dalla conformazione fisica del cervello umano: enzimi, proteine, reazioni chimiche. E questa è l’unica forma di materia di cui il nostro cervello nel nostro universo è composto. Non si può escludere che esistano altri universi, con altri tipi di materia, con altre realtà non composte da atomi. Anche questo è equilibrio: pensare che ci possa essere qualcos’altro oltre alla realtà che conosciamo noi.

Non ho volutamente trattato i temi religiosi di cui parlano molti filosofi citati prima, perché credo che sia una delle forme di disequilibrio più incredibili portate dall’uomo. Ma anche questo forse rientra nell’equilibrio delle cose stesse, forse senza quelle dottrine religiose io non sarei mai stato qui a produrre questi pensieri, perché il mondo si sarebbe evoluto in modo diverso, i miei genitori magari non si sarebbero mai incontrati, io non avrei potuto nascere e crescere con il pensiero che ho attualmente.

Equilibrio… questa è la parola chiave.

(Mi scuso per le ripetizioni della parola stessa)

Parte Seconda

Riapro il capitolo dell’equilibrio. Precedentemente ho affermato che il modo migliore di vivere è nell’equilibrio, in ogni singola e anche più piccola cosa. Tuttavia, nell’esperienza di vita normale, comune, ogni tanto ci si rende conto che non si riesce proprio a rimanere nell’equilibrio, a non eccedere sia nel bene che nel male: anzi, a volte quasi si vuole cadere molto in basso oppure cercare di andare sempre più in alto fino a cadere. Cosa spinge l’uomo a fare questo? L’uomo ogni tanto ha bisogno di smuovere la sua condizione per non cadere nella noia. Noia intesa come assenza
di cambiamento, di mutamento, che condiziona la vita stessa. Ogni tanto probabilmente abbiamo bisogno di darci “una scossa di vita”, liberandoci a qualche eccesso. Qualche eccesso, se non eccessivo, scusate il gioco di parole, è necessario. Un eccesso eccessivo è sempre ciò che comporta l’assenza di vita, o la troppa vita. L’assenza di vita è facile da concepire, è semplicemente la morte. Ma la troppa vita cosa potrebbe essere? Una persona può cadere nello squilibrio per troppa vita? Si, ma prima bisogna capire cosa si intende per “troppa vita”, che molti potrebbero concepire come molta salute, soldi, famiglia felice: essa non è un eccesso, ma semplicemente il frutto di una vita vissuta nel perfetto equilibrio. La troppa vita che viene intesa qui richiama il concetto della noia: una persona che per paura di eccedere nell’altro senso non si concede nulla, vive una “troppa vita”, cioè una vita senza emozioni, che lo portano al tedio e alla noia, e magari anche alla morte stessa.
Insomma, sembra necessario eccedere ogni tanto: non per tutti è così ovviamente ma molte persone vivono nelle eccedenze, dandosi alla cosiddetta “pazza gioia”, rovinandosi magari.

Per quanto riguarda le mie esperienze personali, non sempre è stato facile vivere nell’equilibrio ultimamente: mi è capitato di non guardare più ciò che avevo intorno e non rendermi conto di quanto fosse stupendo, andando a tirare fuori dalla mia testa paure e dubbi pressochè infondati. Questa lo considero un eccedenza, perchè ho rischiato di perdere molto. Fortunatamente non è stato così, molto mi legava alla persona in questione. Tuttavia, non sono riuscito subito a rientrare nell’equilibrio: mi è servito un aiuto esterno. Ma le sensazioni che ho provato erano molto strane: confusione, dolore, rabbia verso me stesso, perchè proprio io che tento di razionalizzare e concepire il pensiero umano, vengo travolto dalle mie stesse “teorie” che vado qui farneticando.
Ora ho comunque ritrovato il mio equilibrio e intendo mantenerlo.

Generalmente il pensiero umano è frastagliato da varie sfaccettature: il carattere di una persona si forma di un incredibile numero di comportamenti e abitudini, emozioni e sentimenti. Anche il pensiero umano ovviamente viaggia nell’equilibrio: una persona con una mentalità aperta per esempio attua un ottimo modo per mantenere la giusta stabilità. Quando una persona non attua nessuna generalizzazione, razzismo, intolleranza, disprezzo, odio, rancore, ma al contrario guarda solo i casi particolari, accetta ogni etnia, è tollerante con tutti, non disprezza una razza, non odia nessuno, non tiene rancore per qualcuno che ha fatto un torto, dimostra di possedere una grande dose di equilibrio. Ma è difficile: ogni giorno si sentono casi in cui una razza sforna nuovi mostri che arrivano in Italia e compiono atti orribili; è facile dire: “ammaziamoli tutti”. E’ facile dire: “è una razza brutale”. E’ più difficile invece fare questo ragionamento mentale: “ok, molti di quella razza si comportano male, sono egoisti, sfrontati, assassini, ladri, arroganti, ma non ha senso dire che tutti sono così”. Questa è un’ottima forma di equilibrio mentale. Con questo ovviamente non sto dicendo che bisogna dare fiducia a chiunque: come bisogna guardarsi bene da un albanese che si incontra per strada di notte, allo stesso modo bisogna farlo da un’italiano. E così via…

Il discorso non si chiude qui

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Cos’è l’Equilibrio Esoterico?

E’ lo stato in cui bisognerebbe sempre trovarsi per godere appieno dei benefici naturali perchè in armonia con le forze della natura.

Quando una persona nasce, generalmente, nasce positiva, a meno che non rientri in quei casi di negatività naturale o genetica di cui parliamo in altra parte.

Essere equilibrati esotericamente per cui sta ad indicare che siamo in armonia con tutte le forze della natura, che abbiamo aperte tutte le porte in base alle nostre capacità e che non ci sono ostacoli insormontabili tra noi ed i traguardi che ci prefissiamo di tagliare.
Per capire meglio questo concetto poniamo l’essere umano al centro di una spirale, che lo avvolge tutto regolarmente donandogli tutti quei benefici che derivano da questo equilibrio e dall’essere avvolti da questa spirale regolare. Quando però ad un essere umano vengono inviate delle energie negative, (malocchio, fatture, malefici, infestazioni larvali….) e la persona non è protetta, ecco che questa armonia che avvolge tutto l’essere umano, viene alterata e la spirale da bella e regolare che era, diventa instabile, contorta, irregolare, deforme ed invece di attirare energie positive e benefiche, crea nel malcapitato tutta una serie di predisposizioni alla negatività con conseguenze che sicuramente non saranno favorevoli in nessun settore dello sfortunato personaggio.

Esso sarà esotericamente squilibrato.

(Fonti: -http://esistenza.forumcommunity.net/
-http://www.ismaell.net/magia/cose-lequilibrio-esoterico/)

Commento delle Scrittrici:

Sappiamo benissimo che di questi tempi (specialmente in questi) ottenere un equilibrio è molto dura, ma non impossibile. Occorre impegno, costanza e forza di volontà nell’applicare la giusta tecnica per mantenere il nostro equilibrio. Tutto ciò sembra una sciocchezza, ma se questo non ci fosse ognuno di noi cadrebbe in un enorme baratro, e circondati da onde negative. Dunque come fare? Cambiare atteggiamento e visuale delle cose, ogni cosa ha una sua risposta, tutto ciò che accade intorno a noi sia positivo che negativo accade per una ragione, e spesso sono campanelli d’allarme per avvisarci che questo nostro equilibrio si è distorto, e cerca di farci capire cosa stiamo sbagliando e dobbiamo agire, ma sta a Noi capire questi segnali. Avere equilibrio non è la perfezione!!! La perfezione non esiste, una persona perfezionista oltre ogni limite potrebbe nascondere un forte squilibrio dentro di se. Una buona meditazione è ciò che si suggerisce giusto per incominciare questo percorso, ed iniziare ad essere coscienti di ciò che ci sta attorno. Quando ci accade qualcosa di negativo, non fermiamoci a pensare subito “Perchè?” ma chiediamoci invece “Come posso risolvere questa cosa? Riportandola in positivo?”, è importante cambiare la visuale delle cose se vogliamo cominciare a star bene con se stessi e con chi ci circonda.

Jessica e Alessandra

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