LA MORTE

LA MORTE

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Anche se apparentemente le cause del dolore umano sembrano molteplici
in realtà possiamo ricondurle tutte ad un’unica origine:
l’ignoranza.

L’essere umano ignora di essere un’energia, eterna, illimitata e onnipotente e si percepisce invece come un essere finito, debole, limitato, destinato a scomparire per sempre con la conclusione della vita terrena e con il sopraggiungere della morte.

Da questa inconsapevolezza trae origine la regina delle paure: LA PAURA DELLA MORTE

Da qui l’origine del deleterio “attaccamento” fonte di tante sofferenze, per sé stessi e per gli altri. Tuttavia nemmeno l’attaccamento risolve alcunché, perché, per quanto si pretenda di mantenere tutto sotto strettissimo controllo, l’unica cosa che rimane certa, per un essere umano convinto della propria limitatezza, è la morte, percepita come la fine di tutto, la scomparsa di ogni cosa, fonte prima di ogni paura.

Riassumendo: l’ignoranza dà origine alla paura che dà origine all’attaccamento che dà origine alla sofferenza!

E’ evidente che una volta superata l’ignoranza avremo trasceso la sofferenza che non avrà più ragione di essere. Perciò ancora una volta la chiave per la felicità sta solo nella consapevolezza.

Allora il termine trapasso assume il suo vero significato e, come per il giorno e la notte, vita e morte diventano inseparabili complementi.

La morte e la nascita sono le due fasi “chiave” del nostro passaggio sulla Terra. Una ne segna l’inizio, l’altra la fine, ma in realtà costituiscano entrambe un passaggio della coscienza da un piano d’esistenza ad un altro.
Non è la nostra anima che teme il passaggio, ma l’io razionale in noi.

Abbiamo una paura fottutissima (si può dire in mondo visione?) di perdere l’Amore.

Ma l’amore non può morire, è un’energia, è l’energia e l’energia non si crea né si distrugge.

Riflettiamo quindi sul carattere di ineluttabilità della morte. Riconosciamo che fa parte integrante della vita, poiché la vita ha necessariamente un inizio e una fine. È vano cercare di sfuggirle. Accettiamolo poichè la cosa grandiosa, è che non c’è niente di tragico in questo.

La comprensione del significato della vita ci può permettere di comprendere meglio anche il fenomeno della morte del corpo fisico: lo scopo della vita non è infatti la sopravvivenza indeterminata del corpo fisico ma il raggiungimento degli obiettivi dell’Anima.

Accorgersi che tutto è vita inizia alla vita. La vera vita.

La morte non esiste!

Non è tanto su ciò che riserva il futuro dopo la morte quel che fa la differenza, bensì la certezza d’essere vivi oltre la propria morte fisica: Vivi in terra ORA più che nell’aldilà, quando sarà. Contemporaneamente vivi in terra e nell’aldilà. Sentiamo ORA l’eternità della vita, l’eternità dell’Amore!

Solo questo da certezza assoluta che la morte è un passaggio di stato in una dimensione diversa e che pertanto non rappresenta la tanto temuta fine. Solo questo ci può fare aprire gli occhi in una dimensione nuova ed eterna, l’attuale QUI ed ORA!

Per l’Anima la morte del proprio corpo ospite non è per niente il fatto traumatico ed infausto che noi siamo abituati a vivere, ma corrisponde ad una vera e propria rinascita; è inoltre un’opportunità di evolvere ulteriormente cambiando in meglio.

Ogni cambiamento ci porta al meglio se glielo permettiamo.

Quando un’Anima morendo lascia il corpo, la cosa che in assoluto la può maggiormente frenare nella prosecuzione della sua evoluzione nell’Amore è proprio il dolore dei propri cari che ha amato ed ama, che non possono accettare la separazione soprattutto perché inconsapevolmente la percepiscono come una separazione definitiva e irreversibile..

Quello che abbiamo imparato veramente è che siamo il cuore che abbiamo.

Una persona che abbiamo perso se n’è andata silenziosamente. Prima c’era e poi non c’era più. Questa è la sensazione che abbiamo: dopo non c’è irreversibilmente più!

Una bastonata alla quale è davvero difficile sopravvivere.

Lo sappiamo perchè ci siamo passati e, come moltissimi altri, ci siamo passati in un momento in cui le convinzioni che ci sostengono ora, erano solo latenti e non eravamo per niente consapevoli di come funzionano davvero le cose e di cosa è veramente la Vita, la Vita intesa come Esistenza, non come soggiorno sul pianeta terra, che in realtà è una piccola porzione della Vita che è Eterna.

Ma essendoci passati, quello che possiamo dire con assoluta certezza (e molti faranno fatica a crederci, ma è così) è che quell’ “irreversibilmente più” non è la verità.

Tutti i nostri cari sono ancora qui e sono con noi più di prima e meglio di prima, lo sappiamo perchè a volte li sentiamo, anche proprio fisicamente. Lo sappiamo perchè l’Amore è la vera ed unica essenza dell’Uomo e di Tutto l’Universo e l’Amore, per definizione, non può morire.

E con questo non stiamo dicendo che i nostri cari vivranno per sempre nel nostro ricordo, nel nostro Amore per loro, stiamo dicendo che i nostri cari sono vivi più che mai e l’Amore che provavamo l’uno per l’altro è ciò che ci legherà per sempre.

Come dicevano gli indiani lakota
Hoka Hey!
Oggi è un buon giorno per morire

che non significa che oggi desidero morire, ma che sono nel piano della vita e sto talmente bene che accetto anche di morire! Non temo la morte e l’accetto come parte della vita.

Qualunque cosa accada sarà per il Meglio!

(Fonte: La morte della morte)

LA MORTE NEI TAROCCHI:

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Ritroviamo la ben conosciuta immagine dello scheletro armato di falce.

La morte è l’arcano maggiore dei tarocchi numero tredici.

Il numero tredici secondo la maggior parte delle tradizioni antiche è portatore di sventure, ma non mancano culture in cui il numero tredici è di buon auspicio.

Figura inquietante nel suo complesso, lo è anche nei dettagli di parti di corpi colpiti dalla falce della morte.

La morte è vista però come una figura paradossalmente giusta ed equa, in quanto colpisce tutti indistintamente dal ceto sociale e dalla ricchezza.

La morte simboleggia una fase di quello che è il ciclo della vita, una fase traumatica ma che precede una nuova nascita.

Una figura così spaventosa non significa quindi in modo scontato che la morte sia una carta portatrice di sventure, infatti il suo significato è principalmente quello di cambiamento, di chiusura di un ciclo e di conseguente rinnovamento.

La morte significa fine della situazione corrente, magari in modo traumatico, e nuova situazione che ne consegue.

La morte può riguardare anche la fine di un ciclo negativo.

Ovviamente questa carta, associata ad altre carte sfavorevoli, contribuisce a delineare un quadro non positivo.

Commento delle autrici:
Sappiamo benissimo che questo è un argomento forte da trattare, e molti ne hanno soggezione o non ne vogliono far parola, perchè è temuto e fà paura, ma d’altronde questa paura esiste nella natura umana. Pensandoci bene, proprio perchè è qualcosa di certo, l’unica cosa che nella vita umana è assoluta al 100% che prima o poi la morte sopraggiungerà, ma allo stesso tempo è anche l’unica cosa che non fa distinzione, a poco servono i miliardi che hanno certi signori in banca, la morte non accetta ne contanti ne assegni :). Però, è anche vero che la morte non è sinonimo di fine, ma il passaggio a qualcosa di più grande, una rinascita, perchè la nostra anima non muore mai, ma è destinata a qualcosa di più grande ed infinito. Finchè non vedremo il nostro corpo solo come un guscio momentaneo, da cui trarne le più belle esperienze sia negative che positive, un modo per metterci in gioco in questa vita ed impararne il più possibile, ne avremmo sempre paura. Sarebbe bello arrivare a pensare alla morte come una fedele amica, compagna di viaggio, che ci accompagna in ogni vita verso il passo successivo, senza paura.

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